Mercato M&A nel primo semestre 2013 

Si consolidano i segnali di ripresa.

• Nei primi sei mesi chiuse operazioni per 10,6 miliardi di euro (5,2 miliardi nel 2012);

 

• Stabili i volumi: 135 operazioni concluse (129 nel 2012);

 

Milano, 28 giugno 2013 – Segnali di ripresa per il mercato M&A italiano. Il primo semestre 2013 conferma le indicazioni che si erano intraviste già nell’ultimo scorcio del 2012 e che erano continuate anche nel primo trimestre del nuovo anno. Nel primo semestre, sono state chiuse operazioni per circa 10,6 miliardi di euro di controvalore, più del doppio rispetto al primo semestre 2012 (5,2 miliardi di Euro). Rimangono stabili invece i volumi: 135 operazioni rispetto alle 129 del primo semestre dello scorso anno.

 

Per Max Fiani, Partner KPMG Corporate Finance, “Considerato il quadro macroeconomico e l’instabilità politica che ha caratterizzato il primo semestre il dato ci sembra incoraggiante. Va anche sottolineato che lo scorso anno l’attivismo della CDP ha pesato molto con operazioni per circa 12 miliardi di euro di controvalore. In questa prospettiva, rimaniamo piuttosto positivi per la seconda parte dell’anno e ci aspettiamo che siano raggiunti almeno i valori degli ultimi due anni. Vediamo grande interesse da parte di investitori internazionali per asset italiani e primi segnali di un allentamento della stretta del credito. Tutti ingredienti che dovrebbero dare un po’ di ossigeno al mercato M&A italiano.”

 

Tra i segnali più positivi del semestre, c’è il ritorno dei ‘big deals’ ossia delle operazioni con un controvalore superiore al miliardo di euro. Nel semestre se ne contano quattro. Tra le transazioni più rilevanti la cessione al mercato dell’11,7% di Snam da parte di Eni per un controvalore di 1,5 miliardi di euro; l’acquisizione da parte di Assicurazioni Generali del 25% di Generali PPF Holding per 1,3 miliardi di euro, società già controllata in partnership con PPF Group (entro fine 2014 è prevista la fine della partnership tra le due società con il passaggio del pieno controllo di Generali PPF Holding ad Assicurazioni Generali); l’acquisizioni di Cerved da parte del fondo di Private Equity CVC Capital Partner per oltre 1,1 miliardi di euro.

 

Va rilevato peraltro, che nel prossimo trimestre è prevista l’autorizzazione dell’Antitrust all’acquisizione della divisione militare e civile di Avio da parte di General Electric, per un valore stimato intorno ai 2 miliardi di euro.

 

Guardando alla ‘direzione’ delle operazioni (Estero su Italia, Italia su Estero e Italia su Italia) si nota che gli investitori internazionali hanno messo a segno 42 operazioni in Italia per un controvalore di circa 4 miliardi di euro, mentre le operazioni di acquisizione all’estero da parte di aziende italiane sono state 27 per un controvalore di 2 miliardi di euro. Circa 66 operazioni pari a 4,4 miliardi di euro, hanno invece riguardato i processi di consolidamento tra aziende italiane.

 

L’Industrial Market si conferma uno dei settori trainanti per il mercato M&A italiano sia in termini di volumi, con 48 operazioni, sia in termini di controvalore con 3,5 miliardi di Euro.

Tra le operazioni di maggior rilievo si possono evidenziate l’acquisizione da parte del gruppo Fincantieri del 55% di STX OSV Holdings, società norvegese quotata alla Borsa di Singapore e leader nella costruzione di mezzi di supporto alle attività di estrazione e produzione di petrolio e gas naturale, per un controvalore di 495 milioni di euro, l’OPA di Salini su Impregilo per un valore di circa 1 miliardo di euro pari al 62,3% del capitale che ha consentito alla società romana di arrivare a detenere l’88% di Impregilo; la cessione del 21% di Saras alla società petrolifera russa Rosneft JV Project SA per 273 milioni di euro; l’acquisizione da parte della statunitense Mohawk Industries, società leader mondiale nel settore dei pavimenti, dell’italiana Marazzi per 852 milioni di Euro.

 

Il Consumer Market, dove si sono concluse 36 operazioni si conferma un comparto molto dinamico in termini di volumi. Va ricordata in particolare l’IPO di Moleskine per una quota del 50,2% pari a 245 milioni. Il segmento Energy & Utilities, risulta il terzo settore in termini di controvalore con oltre 2 miliari di euro, tra le operazioni principali, oltre alla già citata cessione di Snam al mercato da parte di Eni, si segnala l’acquisizione del 5,4% di Terna da parte di investitori istituzionali per 360 milioni di euro e l’aggregazione tra la bolognese Hera ed Acegas-APS (municipalizzate di Trieste e Padova) per un controvalore di 268 milioni di euro.

 

Il settore finanziario ha registrato solo 14 operazioni per un controvalore complessivo di appena 3,3 miliardi di euro. Tra le transazioni più significative si ricordano, oltre alle già citate acquisizioni di GPH da parte di Generali e di Cerved da parte di CVC Capital Partners, l’acquisto del 25,5% di Camfin S.p.A. da parte del veicolo Lauro sessantuno S.p.A. a seguito dell’uscita della famiglia Malacalza dalla holding che controlla Pirelli. Nei prossimi mesi è prevista l’annunciata cessione di Milano Assicurazioni da parte di Fonsai, operazione alla quale si è mostrato interessato anche il magnate americano Warren Buffett attraverso la sua holding Berkshire Hathaway.

 

Nel comparto Private Equity, si segnala l’acquisizione dell’1,9% di Unicredit da parte del fondo di investimento americano Blackrock per 458 milioni di euro e l’acquisizione del 37,5% dello storico marchio automobilistico Aston Martin, da parte del fondo Investindustrial per 190 milioni di Euro.

 

 

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