Nel mondo ripartono le privatizzazioni 

Il 'Privatization Barometer' a cura di KPMG e della Fondazione Eni - Enrico Mattei.

Nel 2012 operazioni per 145 miliardi di euro (68,2 miliardi di euro nel 2011); Gli USA sono il paese che ha privatizzato di più, seguito dalla Cina.

Mentre il capitalismo italiano, sembra ‘sotto attacco’ da parte degli investitori stranieri e s’interroga sul ruolo dello Stato e della politica industriale, nel mondo, un po’ a sorpresa, ripartono le privatizzazioni. Nel corso del 2012 il valore delle operazioni di privatizzazione messe in atto dai Governi si è attestato intorno ai 145,7 miliardi di euro, più del doppio rispetto all’anno precedente (68,2 miliardi di euro) e terzo valore più alto mai registrato negli ultimi 20 anni. E’ questo il dato più interessante che emerge dal rapporto ‘Privatization Barometer’ la periodica ricerca curata dalla Fondazione Eni - Enrico Mattei e da KPMG, che ogni anno monitora e analizza i trend più recenti nelle operazioni di privatizzazione a livello europeo e globale.

 

Molte operazioni sono veri e propri ‘mega deal’: 6 operazioni hanno raccolto più di 5 miliardi di euro, mentre sono più di 30 quelle che hanno un valore compreso tra 1 e 5 miliardi di euro. Quasi l’80% del totale delle operazioni, sono state realizzate tramite la vendita di azioni sul mercato dei capitali. La maggiore transazione dell’anno è rappresentata dalla cessione della quota azionaria detenuta dal Governo USA nella compagnia assicurativa AIG, per un controvalore di circa 14 miliardi di euro. Da segnalare, tra i mega deal, anche l’operazione realizzata dal Governo brasiliano guidato da Dilma Rousseff, relativa alla privatizzazione delle concessioni di tre aeroporti (nell’ambito del progetto di modernizzazione delle infrastrutture del Paese in vista dei mondiali di calcio del 2014) per 11 miliardi di euro (seconda operazioni più importante del 2012).

 

Tra i paesi che hanno privatizzato di più in termini di controvalore ci sono gli Stati Uniti, che con 7 operazioni di privatizzazione, hanno raccolto circa 41 miliardi di euro. Segue la Cina, con 29 operazioni per un valore complessivo di 32 miliardi di euro.

 

I governi europei hanno raccolto 28,5 miliardi di euro nell’ambito di 71 operazioni di privatizzazione, che rappresentano solo il 20% del totale mondiale. Una percentuale inferiore a quanto registrato nel corso degli ultimi due decenni, nonché rispetto al dato medio di lungo periodo pari al 41,5%.

 

Tra i paesi europei, il Portogallo guida classifica dei paesi più attivi con 8 deal per un valore complessivo di 8,4 miliardi di euro. Segue l’Irlanda, con la privatizzazione di Irish Life (1,3 miliardi di euro) e la cessione della RBS Aviation Capital (5,7 miliardi di euro), che rappresenta la maggiore operazione di privatizzazione in Europa nel 2012.

 

L’Italia è terza nella classifica per valore delle operazioni di privatizzazione in Europa, e ottava nella classifica internazionale. Sono 10 i deal conclusi nel nostro Paese nel corso dell’anno, per un valore totale di 4 miliardi di euro. Buona parte degli incassi deriva dalle 2 ‘seasoned equity offering’ di azioni ENI messe in atto da Cassa Depositi e Prestiti, con cui sono stati raccolti 2,1 miliardi di euro. Tra le altre operazioni vanno segnalate anche la cessione da parte della stessa ENI di una quota di minoranza in SNAM Rete Gas (valore del deal pari a 613 milioni di euro); la privatizzazione di Tirrenia (valore del deal pari a 414 milioni di euro); l’uscita di ENEL dal capitale di Terna (valore del deal pari a 281 milioni di euro). Seguono transazioni di minore dimensione, la maggior parte delle quali realizzate da enti locali.

 

I dati relativi al primo semestre del 2013, sembrano confermare ulteriormente il trend di una nuova possibile ondata di privatizzazioni: a livello internazionale nel primo semestre dell’anno si sono registrate circa 45 operazioni per un valore complessivo di 57,4 miliardi di euro. Sempre guardando al primo semestre dell’anno, è la Cina a guidare la pattuglia dei paesi più attivi con 13 operazioni di privatizzazione (l’operazione più importante è stata la privatizzazione del 10% della Compagnia petrolifera Sinopec per 2,3 miliardi di euro). A livello europeo il paese che ha privatizzato di più nel 2013, è stata la Grecia, che anche sotto la spinta della Troika rappresentata da IMF, UE e BCE, ha realizzato l’operazione più importante per controvalore, la privatizzazione della Banca del Pireo per 7,5 miliardi di euro. Il governo greco peraltro ha dichiarato di voler portare a termine entro il 2015 un piano di privatizzazioni per 42 miliardi di euro. A livello globale per i prossimi due anni i governi hanno dichiarato operazioni di privatizzazione di asset per circa 100 miliardi di euro. Tra i settori che saranno maggiormente toccati dai processi di privatizzazione l’immobiliare, l’energy, i servizi pubblici (tra cui le possibili privatizzazioni di Royal Mail e Japan Post) e l’aereonautica.

 

 

Ufficio stampa KPMG:

Michele Ferretti

Manager Corporate Communications

Via Vittor Pisani, 25

Tel: + 39 02 6764.3764

Mobile: +39 348 3081289

Email: mferretti@kpmg.it