Rapporto KPMG: il mercato M&A nel primo trimestre 2014 

Nel primo trimestre 2014 sono state chiuse 105 operazioni per 10,7 miliardi di euro (rispetto alle 51 per 3,5 miliardi del primo trimestre 2013); Si conferma il forte interesse degli investitori esteri: 36 operazioni in ingresso sul mercato italiano per 4,3 miliardi di euro.

Il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni registra finalmente un’accelerazione e consolida i segnali di crescita che si erano intravisti nel corso dell’ultima parte del 2013. Nel primo trimestre 2014, sono state, infatti, chiuse operazioni per circa 10,7 miliardi di euro, circa tre volte il valore dei primi tre mesi del 2013 (3,5 miliardi di Euro), registrando anche un sostanziale incremento in termini di volumi che sono più che raddoppiati: 104 operazioni contro le 51 nel primo trimestre dello scorso anno.

 

Tra le principali operazioni concluse nel primo trimestre dell’anno, la più significativa per controvalore è quella che ha coinvolto il gruppo Fiat e l’americana Chrysler. In particolare, a gennaio Fiat ha concluso l’acquisizione della quota di Chrysler ancora in possesso del fondo pensionistico VEBA Trust (pari al 41,5%) per un controvalore complessivo pari a 3,65 miliardi di dollari (circa €2,7 miliardi). Si evidenzia inoltre la conclusione del processo di fusione delle realtà assicurative Premafin, Unipol e Milano Assicurazioni in Fondiaria Sai per un controvalore totale stimato di circa 2,7 miliardi di euro.

 

Dando uno sguardo ai settori, il Consumer Market si conferma il comparto più dinamico in termini di volumi con 35 operazioni completate (circa il 34% del totale dei volumi). Tra le operazioni più significative spiccano l’acquisizione della farmaceutica Gentium da parte della quotata irlandese Jazz Pharmaceuticals per circa 735 milioni di euro, l’operazione messa a segno da GTECH, player nel settore gaming, che rileva da Unicredit la quota del 12,5% di Gratta&Vinci per 72 milioni di euro portando la propria partecipazione al 64% e l’acquisizione da parte del fondo di investimento qatariota Mayhoola for Investments del 65% di Forall (titolare del marchio di abbigliamento Pal Zileri) per circa €55 milioni.

 

Il settore Financial Services, torna protagonista con due delle prime dieci operazioni del 2014; in particolare il già citato processo di fusione che ha portato alla nascita del gruppo assicurativo UnipolSai, che, a marzo 2014, presenta una capitalizzazione di borsa pari a 7,7 miliardi di euro circa.

 

Continua l’interesse di operatori stranieri, finanziari e strategici, per il mercato italiano con 36 operazioni in ingresso sul mercato italiano per un controvalore totale di 4,3 miliardi di euro. E’ di pochi giorni fa la notizia di People’s Bank of China che arriva a detenere il 2,1% circa di Eni ed Enel per un investimento cumulato stimato pari a rispettivamente 1,4 e 0,8 miliardi di euro. A questo si aggiunge anche la già citata acquisizione Gentium da parte dell’irlandese Jazz Pharmaceuticals; l’acquisizione del 59% di Poltrona Frau da parte di Haworth per circa €240 milioni; l’investimento del Private Equity americano Blackstone in 18 centri logistici di Fap Investments per circa 200 milioni di euro.

 

Sul fronte Private Equity si registrano, oltre alla già citata acquisizione di Forall, altre 2 importanti operazioni: l’acquisizione da parte del Fondo Strategico Italiano del 49,5% di Valvitalia per €151 milioni e l’ingresso del fondo Tamburi Investment Partners nel capitale di Eataly (quota del 20% per un controvalore pari ad 120 milioni di euro).

 

Suscitano interesse nei mesi avvenire i closing di alcune rilevanti operazioni tra cui l’accordo siglato dal Fondo Strategico Italiano, che in consorzio con F2I ed Orizzonte SGR rileverà il 59,3% di Sia per circa €450 milioni, l’acquisizione da parte del Private Equity inglese Blackstone del 20% di Versace per €210 milioni, ed infine l’acquisizione dell’intero capitale della canadese Forty Creek da parte di Campari per €120,5 milioni.

 

Per Max Fiani, Partner KPMG Corporate Finance: “Le privatizzazioni annunciate dal Governo italiano, l’appeal dei marchi italiani per gli investitori internazionali e i processi di ristrutturazione in corso nel settore bancario, uniti alla ripresa dello scenario macro economico e ad un minore ‘rischio Paese’, dovrebbero finalmente riportare il mercato italiano M&A su livelli di attività più in linea con i fondamentali della nostra economia” .

 

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