Mercato M&A in Italia nel 2012 

Mercato ancora debole, la ripresa sembra lontana.

• Si chiude un altro anno difficile per il mercato italiano: circa 23 miliardi di euro di controvalore, contro i 28 miliardi del 2011. Stabili i volumi: 331 operazioni completate contro le 329 del 2011;

• Nella seconda parte dell’anno si sono intravisti primi segnali di ripresa;

• La Cassa Depositi e Prestiti ‘regina’ del mercato.

 

 

Milano, 21 dicembre 2012 – Il mercato italiano delle fusioni e acquisizioni conferma anche nel 2012 tutte le difficoltà degli ultimi anni, facendo registrare un calo nel controvalore totale che si attesta a 22,6 miliardi di euro rispetto ai 28,1 miliardi del 2011 (-20%). Stabili invece i volumi con 331 operazioni concluse rispetto alle 329 dello scorso anno.

 

Rispetto ad un primo semestre molto deludente, chiuso con un controvalore di appena 5,2 miliardi di euro con 129 operazioni, nella seconda parte dell’anno il mercato ha fatto registrare una reazione positiva con una forte crescita sia del controvalore, pari a 17,4 miliardi di euro, sia nel numero delle operazioni che sono state 202. Peraltro, una lettura attenta delle dinamiche di mercato, evidenzia il peso sempre più rilevante dell’attività della Cassa Depositi e Prestiti che con circa 9 miliardi di euro d’investimenti, ha giocato indubbiamente la parte del leone nel mercato italiano M&A del 2012. Non a caso, le operazioni di passaggio alla CDP del 100% di SACE (3,7 miliardi), del 30% di Snam Rete Gas S.p.A. (3,5 miliardi) e del 100% di Fintecna (1,6 miliardi), sono tra le transazioni più importanti concluse sul mercato italiano nel corso dell’ anno.

 

“In un mercato che continua a risentire negativamente dell’incertezza del clima macroeconomico, la novità più importante dell’anno è rappresentata dall’attivismo di Cassa Depositi e Prestiti che ha fatto ricorso all’M&A come strumento di politica industriale sia nelle infrastrutture sia con la creazione di una filiera integrata a supporto dei processi di internazionalizzazione. A fronte di questo rinnovato interventismo pubblico si fa invece fatica ad individuare nuovi ‘Campioni Nazionali’ in grado di promuovere processi di consolidamento e di ristrutturazione nei settori a più elevato valore strategico per il sistema produttivo nazionale - sottolinea Max Fiani, Partner KPMG Corporate Finance – Da notare inoltre, che circa l’80% del controvalore complessivo è rappresentato dalle prime 20 operazioni, a dimostrazione di un middle market sempre più polverizzato, incapace di organizzarsi intorno a poli aggreganti”.

 

Ancora poche le grandi operazioni; tra queste le più rilevanti sono quelle legate al riassetto di Edison ossia il passaggio del 50% di Edison a Edf per 1.676 milioni di euro, tramite OPA conclusa a settembre con relativo delisting e l’acquisizione di Edipower da parte di Delmi per 884 milioni di euro. Non considerando queste due transazioni, ed escludendo gli investimenti della Cassa Depositi e Prestiti, il controvalore medio per operazione sarebbe pari ad appena 35 milioni di euro (rispetto ai 60 milioni di euro di controvalore medio del 2011) a testimonianza del fatto che, nonostante l’incremento dei volumi, mancano operazioni in grado di imprimere una vera accelerazione al mercato.

 

Gli acquirenti stranieri con circa 7 miliardi di euro di controvalore e 88 operazioni concluse nel corso del 2012 hanno fatto registrare un calo degli investimenti di oltre il 60% rispetto all’anno precedente (controvalore 2011 pari a 18 miliardi di euro). Nonostante ciò, molte delle operazioni più rilevanti (oltre già citato riassetto di Edison), sono comunque sotto il segno dello straniero.

 

Tra queste vanno ricordate: l’acquisizione del 100% di Ducati da parte di Audi per circa 750 milioni di euro; l’acquisizione ed il contestuale delisting di Buongiorno da parte della multinazionale giapponese dei servizi mobile DoCoMo per circa 225 milioni di euro; la cessione del marchio di yacht Ferretti, in condizioni di stress finanziario, alla società industriale cinese Shandong Heavy Industry per circa 180 milioni di euro. Tra le poche operazioni di rilievo Italia su estero si segnalano l’acquisizione del produttore giamaicano di rum Lascelles de Mercado & Co da parte di Campari per circa 310 milioni di euro e l’acquisizione della società di engineering olandese Bateman Engineering da parte di Tenova (Gruppo Techint) per 150 milioni di euro.

 

Il settore Consumer Market con controvalori pari a circa 3,5 miliardi di euro ha fatto registrare un sensibile calo rispetto all’anno precedente (-70% rispetto al 2011, anno guidato dall’OPA di Parmalat e Bulgari), mentre si conferma il comparto più attivo del mercato italiano in termini di volumi con 103 operazioni. Tra le operazioni di maggior rilievo spiccano il delisting di Benetton per oltre 200 milioni di euro e la cessione della maison Valentino all’Emiro del Qatar per circa 700 milioni di euro. Il settore Industrial Market con controvalori pari a circa 2,6 miliardi di euro ha fatto registrare un sensibile calo rispetto all’anno precedente (-35% rispetto al 2011), mentre rimane sostanzialmente allineato in termini di volumi con 94 operazioni.

 

Tra le operazioni di maggior rilievo spiccano rispettivamente l’acquisizione di Ansaldo Sistemi Industriali da parte di Nidec per 380 milioni di euro e l’acquisizione di Dackia da parte di Pirelli per 70 milioni di euro.

 

Saldo negativo per la Borsa Italiana. Il 2012 ha fatto registrare 4 IPO (contro le 6 realizzate nel 2011) tra cui si segnala in particolare quella di Brunello Cucinelli che ha raccolto circa 160 milioni di euro. Mentre sono stati ben 14 i delisting, tra cui i già citati casi Benetton e Buongiorno.

 

Particolarmente indicativo è il trend negativo del Financial Services, in cui si sono registrate solo 20 operazioni per un controvalore complessivo di 3 miliardi di euro. Tra le operazioni di maggior rilievo si segnala l’aumento di capitale in Premafin, sottoscritto da Unipol per un valore di circa 340 milioni di euro (operazione più rilevante dell’anno nel settore dei Financial Services) che ha portato il gruppo emiliano a divenire azionista di controllo di Premafin e di conseguenza del Gruppo Fondiaria Sai (in data 20 dicembre i Cda delle società coinvolte hanno approvato rapporti di concambio che daranno avvio alla creazione della Grande Unipol).

 

Sul fronte Private Equity, si continua a registrare una certa preferenza degli investitori per l’industria di marca e per il mercato consumer: oltre all’ operazione sulla maison Valentino, va letta in questa direzione l’ingresso di Wise in Alpitour per 225 milioni di euro e l’ingresso di Clessidra in Euticals con un investimento di 300 milioni di euro.

 

Secondo gli esperti KPMG, comunque con l’assestamento dello spread su livelli più sostenibili, si può ragionevolmente sperare in una lenta ripresa del financing e dunque anche in un miglioramento del quadro macroeconomico, premessa indispensabile perché si consolidino primi segnali di ripresa anche per il mercato M&A.

 

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