Imprese italiane sempre più impegnate nel reporting socio/ambientale 

Ricerca internazionale KPMG su 3400 imprese nel mondo, tra cui anche le prime 100 aziende italiane per fatturato.
  • Gran Bretagna, Giappone e Sud-Africa sono i paesi più virtuosi;
  • Il 74% delle imprese italiane analizzate ha effettuato un reporting di sostenibilità (nel 2008 era solo il 58%);
  • Per la maggioranza delle imprese il reporting di sostenibilità contribuisce anche alla creazione di valore finanziario.

 

La “KPMG International Survey of Corporate Responsibility Reporting 2011” rappresenta una delle indagini più complete sulla reportistica aziendale in materia di Corporate Responsibility. Sono state incluse nella ricerca 3.400 società di 34 Paesi, comprendendo anche le 250 società più grandi al mondo secondo la classifica di Fortune (Fortune Global 500 ranking – G250). L’indagine, condotta dal 1993, intende analizzare le principali tendenze sulla rendicontazione da parte delle imprese delle performance in ambito socio-ambientale.

 

Dall’analisi emerge un cambiamento di visione nel reporting di sostenibilità che diviene sempre più uno strumento d’innovazione in grado di veicolare opportunità di business e di rappresentare il reale valore d’impresa in termini sia competitivi che finanziari. Cresce l’attenzione per le modalità di comunicazione. Al fine di garantire la coerenza e la comparabilità dei risultati e in assenza di una regolamentazione internazionale obbligatoria sulla rendicontazione della sostenibilità è emerso che l’80% delle G250 e il 69% delle N100 hanno adottato le Sustainability Reporting Guidelines del Global Reporting Initiative (GRI).

 

Le imprese inoltre sono sempre più sensibili alla progressiva integrazione (Integrated Reporting) delle informazioni finanziarie con quelle sociali ed ambientali. In tale ambito si rileva la tendenza da parte delle imprese ad inserire una sezione separata dedicata alle performance socio-ambientali all’interno dell’Annual Report (62% per le G250 e 68% per le N100), confermando che il processo di integrazione è ancora in uno stadio sperimentale e per questo si privilegia la forma del “Combined report”.

 

PierMario Barzaghi, Partner KPMG Climate Change & Sustainability Services, ha commentato i risultati della survey facendo notare che «per oltre la metà delle aziende G250 interpellate, le iniziative avviate nell’ambito della Corporate Responsibility contribuiscono anche alla generazione di valore finanziario. La Corporate Responsibility diviene così, sempre di più un vero e proprio ‘imperativo’ di business. In questa prospettiva è necessario consolidare i sistemi e i modelli di rendicontazione della sostenibilità, nell’ottica di raggiungere livelli qualitativi pari a quelli della rendicontazione finanziaria».

 

Scenario internazionale

 

La survey a livello internazionale ha evidenziato anche i seguenti aspetti:

 

  • il 95% delle 250 società più grandi al mondo (G250) sono impegnate in attività di rendicontazione della sostenibilità, rispetto all’83% del 2008;
  • per le 100 società più grandi (N100) di ciascuno dei 34 Paesi considerati, la percentuale di società che rendicontano è passata dal 53% del 2008 al 64% del 2011;
  • Gran Bretagna (100%), Giappone (99%) e Sud Africa (97%) si collocano come leader della rendicontazione di sostenibilità. In particolare, I’introduzione del Codice di Autoregolamentazione King in Sud Africa ha contribuito al significativo incremento di Report di sostenibilità pubblicati, collocando il Paese al terzo posto con una percentuale pari al 97%, rispetto al 45% del 2008;
  • con il 71% delle società che rendicontano, i Paesi europei mantengono una posizione di leadership, tuttavia l’America al 69% (con USA all’83% e Canada al 79%), il Medio Oriente e Sud Africa, con livelli pari al 61%, registrano significativi tassi di crescita. Ciò conferma la rilevanza dei mercati emergenti come la Cina, nuova entrata nella survey, che si attesta al 60% di rendicontazione;
  • Nuova Zelanda e Cile (27%), India (20%) e Israele (18%) si collocano ai livelli più bassi della classifica;
  • nelle N100 i settori ad aver registrato maggiori tassi di crescita in termini di rendicontazione sono il consumer, il farmaceutico e l’industriale, con percentuali di rendicontazione raddoppiate rispetto alla rilevazione dell’ultima survey del 2008;
  • l’accresciuto interesse da parte del contesto esterno e dal punto di vista regolamentare ai temi della Corporate Responsibility hanno portato ad un incremento della rendicontazione nel Paesi del nord Europa;
  • circa il 40% delle N100 e il 46% delle G250 ricorre ad un processo di verifica esterna delle informazioni di sostenibilità.

 

Scenario italiano

 

L’Italia si colloca tra i paesi “Leading the Pack”, ovvero quelli che hanno raggiunto i livelli più elevati di professionalità in termini di sistemi interni ed esterni di accountability e di qualità della comunicazione. In termini percentuali, si registra un significativo incremento nel reporting della sostenibilità. Il 74% delle società italiane incluse nel campione ha rendicontato le proprie performance di sostenibilità, rispetto al 59% del 2008. Tra gli altri aspetti da segnalare con riferimento alla realtà italiana:

 

  • il rafforzamento della reputazione aziendale come principale driver della rendicontazione, anche se l’innovazione e la possibilità di individuare nuove opportunità di business sono destinate ad assumere un ruolo importante;
  • la rendicontazione integrata è vista dalle imprese italiane come uno strumento per veicolare all’interno dei processi di business gli aspetti socio-ambientali;
  • circa il 64% delle società che rendicontano sottopongono i dati e le informazioni a verifica da parte di un soggetto esterno;
  • tra i temi emergenti nell’ambito della sostenibilità si assiste ad una crescente attenzione alla gestione delle risorse idriche e dei cambiamenti climatici;
  • cresce la consapevolezza in merito all’importanza della gestione responsabile delle Supply Chain. Oltre il 90% delle società italiane affronta gli aspetti connessi alla gestione responsabile della catena di fornitura nel rendicontare le proprie performance anche se non sempre è presente un’attività di auditing socio-ambientale sulla catena di fornitura.

 

Informazioni sulla Survey

 

La survey KPMG International Survey of Corporate Responsibility 2011 è stata condotta per esaminare i trend del Corporate Responsibility reporting tra le più grandi società del mondo. Si tratta della settima edizione condotta da KPMG e altri partner a partire dal 1993. Hanno partecipato alla survey 34 member firms di KPMG nei seguenti Paesi: Australia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, India, Israele, Italia, Messico, Nigeria, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Russia, Singapore, Slovacchia, Spagna, Sud Africa, Sud Corea, Svezia, Svizzera, Taiwan, Ucraina, Ungheria e Stati Uniti. Sono state considerate esclusivamente le informazioni pubbliche (siti internet, CR report, Financial report). Il campione include le Global Fortune 250 (2010) e le 100 più grandi società per fatturato nei 34 Paesi.

 

  

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