Dettagli

  • Servizio: Advisory, Corporate Finance
  • Industria: Financial Services
  • Tipo: Business and industry issue
  • Data: 11/02/2013

Primi segnali di ripresa per l'M&A italiano? 

Negli ultimi mesi si stanno perfezionando una serie di importanti operazioni di M&A. E' il preludio di una ripresa? Di Giuseppe Latorre, Partner Responsabile di KPMG Corporate Finance.

E’ ancora presto per dire che siamo ad una svolta, ma da alcuni mesi sul mercato italiano si stanno consolidando alcuni segnali positivi di ripresa per il mercato M&A. Soprattutto sta tornando l’interesse da parte degli investitori stranieri che per diverso tempo avevano trascurato il nostro paese come target d’investimento.

 

Ma guardiamo ai fatti. Nonostante il 2012 si sia chiuso con controvalori piuttosto modesti (22,7 miliardi rispetto ai 28,1 miliardi del 2011), nell’ultimo periodo dell’anno abbiamo assistito ad una interessante accelerazione. Infatti, secondo i dati elaborati da KPMG, il 60% del controvalore dello scorso anno, pari a circa 13,3 miliardi (90 operazioni), si è concentrato nell’ultimo trimestre. Inoltre, tra gennaio e febbraio sono state annunciate tutta una serie di operazioni rilevanti che sono in via di perfezionamento.

 

Andiamo con ordine. Sul fronte dell’internazionalizzazione, alcuni ‘Campioni Nazionali’ come Prysmian, Interpump, Amplifon, Campari e Fincantieri negli ultimi mesi hanno colto l’occasione per fare acquisizioni in Paesi ad alto potenziale come la Turchia, il Brasile, Singapore. Su questo versante, che rappresenta uno dei filoni più promettenti dell’economia italiana, sarebbe auspicabile che la ‘pattuglia’ dei battistrada, s’irrobustisse con l’ingresso di qualche outsider, in grado di approfittare dell’attuale scenario deflattivo per mettere a segno dei veri ‘transformational deal’ e accelerare così i propri percorsi di crescita.

 

Per quanto riguarda le operazioni in ingresso sul mercato italiano, nell’ultimo periodo vanno sicuramente segnalate l’acquisizione di Avio da parte di Ge per 1,9 miliardi; il passaggio di Cerved al fondo inglese Cvc Capital Partners; l’acquisizione di Marazzi da parte degli americani di Moahawak Industries. Scorrendo l’elenco delle operazioni più recenti realizzate da investitori stranieri si registra un progressivo allargamento dei target: non solo brand del Made in Italy, ma anche aziende di meccanica e componentistica. Si tratta cioè di PMI dove più che il marchio, conta la capacità realizzativa, il saper fare, il presidio di prodotti di nicchia ad alto valore aggiunto.

 

Sul versante dei processi di consolidamento interno si segnalano alcune operazioni interessanti come l’acquisizione di Salmoiraghi & Viganò da parte di Luxottica e il recente annuncio del passaggio del marchio storico Bistefani a Bauli. L’azienda veronese, dunque, dopo l’acquisizione di Motta ed Alemagna, diventa sempre di più un vero e proprio ‘polo aggregante’ in una filiera strategica per la nostra economia come quella dell’alimentare (sia pure in un segmento come quello dei prodotti da ricorrenza e dei biscotti). Infine, sul fronte dei servizi finanziari va segnalata l’operazione Unipol-Fonsai, che fa nascere il secondo gruppo assicurativo italiano.

 

In queste settimane, gli investitori internazionali aspettano che si concluda la campagna elettorale e che il Paese abbia un nuovo Governo, auspicando un quadro di stabilità. Intanto, i valori delle aziende continuano a rimanere su livelli straordinariamente bassi. Per quelle imprese con una chiara visione strategica è il momento giusto per tornare a crescere tramite acquisizioni, sfruttando le sinergie industriali che queste operazioni (se ben gestite) consentono di ottenere.