Come immaginavi sarebbe stato il tuo lavoro e come si è effettivamente rivelato?
Mi immaginavo un lavoro dove si imparasse molto in termini di competenze tecniche ed in effetti è stato così, soprattutto nei primi anni di carriera dove ho notato un aumento esponenziale delle mie competenze; nel tempo ho apprezzato molto anche il fatto di poter ricercare attivamente opportunità di crescita e miglioramento e di contribuire a creare un ambiente positivo nonché condividere le conoscenze con gli altri.
Qual è il valore aggiunto che ritieni di dare giornalmente al tuo lavoro?
Mi adopero per rendere un servizio professionale di qualità ai clienti e all’interno del team cerco di fornire indicazioni chiare e un feedback costruttivo verso il personale con minore esperienza, al fine di permettere agli altri di crescere da un punto di vista lavorativo, ma anche personale. Con i clienti credo di aver instaurato un rapporto professionale tale per cui, nel rispetto del nostro ruolo di revisore, i clienti vedono nella nostra attività di audit un valore aggiunto, un’opportunità di confronto e di crescita.
Qual è stata la sfida vinta per te più importante da quando lavori in KPMG?
La sfida vinta è sicuramente essere riuscita a controllare le emozioni anche in situazioni di forte stress e di saper gestire priorità multiple, anche nell’equilibrio tra vita privata e vita professionale; in particolare, questo è stato possibile attraverso una migliore gestione del tempo, tramite la pianificazione e l’organizzazione e il controllo dello stato di avanzamento dei lavori.
Quali consigli vorresti dare a chi vuole candidarsi alla tua business area?
Avere un elevato spirito di iniziativa, mostrare un atteggiamento positivo anche quando si deve lavorare sotto pressione. Essere tenace davanti alle difficoltà o agli ostacoli.